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Lire 1000 (€ 0,52)

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Lire 1000
dent. 14¼ x 13¼
Lire 1000 (€ 0,52)
dent. 14¼ x 13¼

 
Il disegno originale, in nero al "tratto", di Antonello Ciaburro realizzato in misure maggiori rispetto a quelle del francobollo.
 
La prova definitiva del francobollo (con inserite le scritte ai piedi della vignetta, le cosiddette scritte "in ditta") stampata su carta bianca, non dentellata, applicata su un supporto dentellato per la presentazione e l'approvazione del prodotto.
Il soggetto
«Entro elementi decorativi a cornice, costituiti dalle stilizzazioni della spiga di grano, del ramo di ulivo e del tralcio di vite che caratterizzano il ceppo mediterraneo delle origini della civiltà del Paese, è rappresentata l'immagine di una figura femminile nelle diverse epoche storiche.» (dal decreto ministeriale 2 luglio 1998 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 dell'8 luglio 1998).
Il francobollo, con valore espresso solo in Lire, viene emesso l'8 luglio 1998: è disegnato da Antonello Ciaburro e raffigura il busto di "Costanza Buonarelli" di Gian Lorenzo Bernini, realizzato nel 1635 e conservato presso il Museo Nazionale del Bargello a Firenze.
 
Un progetto, non adottato, per la realizzazione del francobollo con Costanza Buonarelli del Bernini. L'indicazione provvisoria del valore di 750 lire indica che il bozzetto fu preparato prima del maggio 1997 (la tariffa per le lettere per l'interno di primo porto diventerà di 800 lire il 5 maggio 1997).
 
I colori dichiarati dal decreto ministeriale sono: «figura femminile in azzurro, cornice in bruno aranciato», cui è da aggiungere, per il valore facciale e la legenda «Italia» il nero.
«La figura femminile e gli elementi decorativi sono realizzati con tecnica di stampa a "tratto"...»
«Il valore facciale e la legenda "Italia" sono posti in basso, rispettivamente a destra e a sinistra della vignetta (...) utilizzando il carattere "lapidario" con il quale tale legenda è incisa su una tavola bronzea romana, nota come "iscrizione di Ferentino" (101-102 a.C.), ritrovata sul Colle del Quirinale nel 1558 e attualmente conservata presso il Museo archeologico di Firenze.»
Il cartoncino di presentazione della prova del francobollo (assieme a quelle degli altri valori della serie) reca la data del 28 aprile 1998 e la firma del ministro delle Comunicazioni Antonio Maccanico sotto il timbro «VISTO, SI APPROVA».
 
Le prove di stampa dei cinque francobolli della prima emissione stampate su carta bianca, non dentellata, applicate su un supporto dentellato a somiglianza di francobollo, sono montate su un cartoncino per ricevere l'approvazione. Il francobollo in basso a destra è il valore da 1000 lire ("Costanza Buonarelli" del Bernini).
 
Le caratteristiche
Il francobollo è stampato in calcografia su carta fluorescente, filigranata con stelline a cinque punte disposte a tappeto su tutto il foglio, dentellatura 14 x 13, stando a quanto dichiarato dal decreto ministeriale, ma in realtà si tratta di una dentellatura a pettine 14¼ x 13¼.
I "dentelli" che circondano i lati del francobollo sono pertanto 18 x 20, cioè 18 "denti" sui lati corti (orizzontali) e 20 sui lati lunghi (verticali).
Il foglio è numerato sul bordo destro con un numeratore progressivo tipografico.
 
L'impiego
All'epoca dell'emissione il francobollo da 1000 lire non assolveva da solo ad alcuna tariffa, tuttavia era un comodo taglio "tondo" utile per altre combinazioni tariffarie.
 
La prova definitiva del francobollo da 1000 lire con il valore espresso anche in Euro stampata su carta bianca, non dentellata, applicata su un supporto dentellato per la presentazione e l'approvazione finali.
 
 
 
 
Particolare del valore in Lire e di quello con la doppia valuta.
 
Seconda emissione in doppia valuta
Nell'ambito del processo di integrazione monetaria europea lo stesso francobollo viene riemesso il 28 gennaio 1999 con l'indicazione delle due monete: Lira ed Euro.
 
Le prove di stampa definitive dei francobolli con la doppia indicazione della valuta (in Lire ed in Euro) sono stampate su una carta consistente bianca ed applicate su un supporto dentellato e montate su un cartoncino per la presentazione. A differenza della prima emissione, il cui cartoncino di presentazione ed approvazione con tutti i valori della serie fu approntato con largo anticipo rispetto all'uscita dei francobolli, questa volta vennero preparati due cartoncini, a due giorni di distanza l'uno dall'altro e solo tre settimane prima della data di emissione, uno per i francobolli stampati in rotocalcografia, l'altro per i due valori calcografici. "Costanza Buonarelli" del Bernini è applicata a sinistra.
 
Il decreto ministeriale 6 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno dello stesso anno, per il francobollo da 1000 lire stampato dopo il 1° gennaio 1999 stabilisce che, «ferme restando tutte le altre caratteristiche», dovrà recare l'indicazione del controvalore in Euro, precisamente € 0,52. Inoltre «sul lato sinistro della cimosa di ciascun foglio che raccoglie i francobolli è riportato il valore del foglio con l'indicazione del controvalore in Euro e precisamente: (...) per il valore di L. 100.000 - euro 51,65».
E' curioso notare che, per effetto delle regole sugli arrotondamenti, una volta entrato in vigore l'Euro il 1° gennaio 2002, risultava più conveniente acquistare un foglio intero di cento francobolli (€ 51,65) piuttosto che i cento francobolli separati (€ 52,00).
 
Foglia della cornice floreale in parte mancante, a causa di mancanza d'inchiostrazione (a sinistra con valore solo in Euro, a destra valore in doppia valuta).
Curiosità ed anomalie
Prima di tutto è da segnalare che il particolare metodo di stampa calcografica ha dato luogo a vari difetti di stampa occasionali in entrambe le versioni (valore solo in Lire o con l'indicazione della doppia valuta).
Quelle più comuni e frequenti sono riconducibili ad infiltrazioni anomale di colore in un'area diversa da quella dove doveva essere presente ed a falle di colore per difetto o scarsità d'inchiostrazione.
Una mancanza di inchiostrazione (o una non perfetta complanarietà del foglio al momento della stampa) è stata l'origine di queste foglie incomplete della cornice (presenti in entrambe le versioni).
 
A dimostrazione della frequenza con cui si possono trovare queste anomalie, in questo frammento di dieci esemplari del 1000 lire in doppia valuta, ben sette presentano difetti di inchiostrazione.
Lo ha mostrato occio, un iscritto al Forum di Filatelia e Francobolli, che gentilmente me ne ha fatto graditissimo dono.
Dei sette esemplari con qualche anomalia, due presentano infiltrazioni del bruno aranciato della cornice nel nero della parola "ITALIA" ed anche infiltrazioni dell'azzurro del volto della Primavera nell'indicazione del valore, gli altri cinque presentano solo l'infiltrazione dell'azzurro nel valore in Euro; ci sono poi minori difetti, come l'evanescenza di alcune lettere nella scritta "in ditta".
In tutti i casi si tratta di una scarsa o parziale inchiostrazione del nero su cui hanno preso il sopravvento l'azzurro (nel valore) ed il bruno aranciato (nella parola "ITALIA".
 
Questo frammento, se completo, rappresenta un'affrancatura (da Parma 21 aprile 2005) per complessivi € 11,40 che potrebbe appartenere ad una assicurata fino ad € 250,00 di sesto porto (da gr. 351 a gr. 1.000) affrancata in eccedenza di 5 centesimi (€ 11,40 anziché € 11,35).
Ben sette dei dieci esemplari del 1000 lire in doppia valuta presentano anomalie nell'inchiostrazione.
   
 
Spostamento della dentellatura in questa quartina (venduta da una tabaccheria di Venezia).
Per questo francobollo sono noti spostamenti di dentellatura anche significativi.
Quelli mostrati fanno parte della seconda emissione del 1999, con valore indicato in Lire ed in Euro.
A sinistra una quartina che faceva parte di un foglio venduto normalmente da una tabaccheria di Venezia.
Qui sotto uno spostamento sicuramente più significativo apparso sul mercato collezionistico.
E' francamente da dubitare che sia stato regolarmente posto in distribuzione e vendita o piuttosto che non facesse parte di fogli difettosi che, anziché essere distrutti o inceneriti, siano stati sottratti fraudolentemente dalla linea di produzione del Poligrafico o dal cassone degli scarti di lavorazione.
 
Uno spostamento di dentellatura sicuramente più clamoroso, ma forse sottratto fraudolentemente dalla produzione del Poligrafico.

  Vedi la busta primo giorno e l'annullo di emissione
  

"Perfin" di un francbollo della serie ordinaria "La donna nell'arte", emesso con il valore solo in Lire (1998). La "traforatura" su Costanza Buonarelli compone le lettere articolare dell'affrancatura, comprendente il francobollo di Costanza Buonarelli,«C.I», iniziali della banca Credito Italiano (cortesia Giuseppe Cirneco).
Una donna "perforata" ("perfin")
Quando ancora non esistevano le affrancatrici aziendali con conto corrente aperto presso le Poste (quelle che imprimono le cosiddette "rosse") il francobollo era l'unico modo per rendere franca la corrispondenza..
Le aziende, per provvedere celermente alla spedizione delle proprie lettere, dovevano disporre di una certa scorta di valori bollati (non solo francobolli, che è il caso che ci interessa, ma anche marche da bollo).
E' evidente che tali scorte di francobolli potevano attirare l'attenzione di qualche impiegato infedele. Così per impedirne la sottrazione e la rivendita a terzi da parte di qualche ladruncolo, le aziende penarono di "marchiare" in qualche modo i propri francobolli.
In Inghilterra dapprima c'era la possibilità di intestare a stampa il retro dei francobolli, prima dell'operazione di gommatura. Era un'operazione costosa.
Fu, pare, un certo Joseph Sloper a proporre per primo nel 1862 il sistema di perforare cifre, lettere, fregi, direttamente sul francobollo, in modo che risultasse evidente chi era il proprietario del valore bollato.
I francobolli così perforati, con sigle, cifre o disegni, sono chiamati nel mondo filatelico "perfin" (dalla locuzione inglese "perforated in").
Questo sistema venne ammesso in Italia nel 1882: era necessaria un'apposita autorizzazione. Poi, nel 1889, venne reso possibile senza particolari atti di concessione dall'articolo 32 del Regolamento postale, che permetteva di «riprodurre colla traforatura le iniziali dei nomi e cognomi dei mittenti, o determinate cifra, che non superino in grandezza il terzo della dimensione dei francobolli».
Il sistema (andò in declino con l'avanzare e l'affermarsi delle affrancatrici meccaniche aziendali, poi con il diffondersi delle spedizioni in abbonamento postale e con altri mezzi di pagamento della tariffa postale.
Tuttavia i "perfin" fecero a tempo di sopravvivere almeno fino all'entrata in vigore della serie ordinaria "La donna nell'arte", come testimonia questo esemplare del 1.000 Lire con Costanza Buonarelli "traforata" con le iniziali «C.I» del Credito Italiano (esemplare della collezione di Giuseppe Cirneco che gentilmente ha concesso l'utilizzo dell'immagine).
 
Particolare della perforazione «C.I»: i fori risultano non precisi, probabilmente a seguito dell'usura della macchinetta che li imprimeva.

Particolare dell'affrancatura, comprendente il francobollo di Costanza Buonarelli, resa nulla perché non ritenuta non valida per il servizio prioritario.
Una prioritaria mancata
Quando venne avviato il servizio era richiesto l'uso dello specifico francobollo destinato alla posta prioritaria.
Con il passare del tempo da parte del personale delle Poste venne usata una certa tolleranza e, di fatto, molta posta prioritaria viaggiava con francobolli normali a condizione che fosse stata correttamente assolta la tariffa per questo servizio.
Nei primi tempi il personale delle Poste era invece più rigoroso e fiscale.
Lo dimostra questa busta con annullo di Venezia-Ferrovia del 28 agosto 1999: il primo francobollo dedicato, con cui debuttò questo servizio, era stato emesso solo da poco più di due mesi, il 14 giugno 1999.
La busta era stata affrancata in origine per 1.200 lire utilizzando il francobollo con Costanza Buonarelli da 1.000 lire integrato da un 200 lire della serie ordinaria "Castelli d'Italia".
L'affrancatura non venne ritenuta valida per il servizio prioritario ed i francobolli furono resi nulli apponendo due volte un lineare dell'ufficio postale di "Venezia Ferrovia".
Fu quindi applicato il francobollo prioritario da 1200 lire della prima emissione.
Non venne utilizzata l'etichetta blu di posta prioritaria bensì il timbro che all'epoca le Poste avevano distribuito gratuitamente agli utenti grandi utilizzatori e/o dotati di affrancatrice meccanica: il mittente era infatti un importante ente, il che lascia supporre che l'errore dell'affrancatura sia stato compiuto da un fattorino dell'ente.
 
Busta spedita per posta prioritaria ed affrancata con due francobolli delle due serie ordinarie "La donna nell'arte" e "Castelli d'Italia": l'affrancatura non venne ritenuta valida per l'invio prioritario per il quale venne richiesto il francobollo autoadesivo apposito da 1.200 lire.

Particolare dell'affrancatura prioritaria ottenuta con tre francobolli appartenenti a tre serie differenti.
 
 
Frammenti di carta dei precedenti supporti cui aderivano dei due francobolli riutilizzati.
Una prioritaria doppio porto (con frode)
Busta di secondo porto (per il formato fuori standard, o per il peso) inviata per posta prioritaria da Torino (2 ottobre 2000) a Napoli, dove giunse il successivo 3 ottobre.
L'affrancatura di Lire 2.400 fu ottenuta utilizzando tre francobolli appartenenti a tre serie differenti: un prioritario in doppia valuta da Lire 1.200/€ 0,62 (seconda emissione), un 200 lire della serie ordinaria "Castelli d'Italia" ed il francobollo in doppia valuta da Lire 1.000/€ 0,52 della serie "La donna nell'arte".
Era consentito infatti che, in caso di servizio prioritario, dovesse venire utilizzato almeno un francobollo speciale di posta prioritaria.
I due francobolli in doppia valuta (il prioritario e "La donna nell'arte") risultano riutilizzati da una precedente affrancatura presentando in più punti ancora frammenti di carta del precedente supporto. Il francobollo con Costanza Buonarelli appare inoltre slavato, a seguito del lavaggio cui è stato sottoposto per distaccarlo da una precedente corrispondenza.
 
Busta di secondo porto di posta prioritaria da Torino (2 ottobre 2000) a Napoli. Affrancatura di Lire 2.400 ottenuta utilizzando francobolli appartenenti a tre diverse serie. Due francobolli risultano riutilizzati da un precedente impiego.

Particolare dell'affrancatura annullata nel giorno di emissione dei due valori.
 
Il timbro di arrivo ad Aleppo il 3 febbraio 1999.
All'estero nel primo giorno d'uso
Busta spedita da Venezia il 28 gennaio 1999 ad Aleppo (Siria) dove giunse il 3 febbraio 1999, come attestato dal bollo d'arrivo al verso.
La tariffa di Lire 1.100 venne assolta con due francobolli della serie ordinaria "La donna nell'arte" (entrambi con l'indicazione della doppia valuta) usati nel loro giorno di emissione.
All'arrivo ad Aleppo il destinatario non venne trovato all'indirizzo indicato, come attestano alcune annotazioni apposte in arabo, e dichiarato sconosciuto, come risulta dal grande timbro bilingue rettangolare in azzurro apposto dalle poste di Aleppo.
Di lì la busta venne ritornata al mittente.
 
Busta spedita nel giorno di emissione dei francobolli da 100 e da 1.000 lire con il valore espresso in doppia valuta.

Particolare dell'affrancatura annullata nel giorno di emissione dei due valori.
Una donna per espresso
Busta spedita per espresso da Venezia (28 gennaio 1999) per la città, primo giorno di emissione dei francobolli della serie ordinaria "La donna nell'arte" con la doppia indicazione della valuta in Lire ed in Euro.
Per formare la tariffa di Lire 4.400 furono usati il Lire 100/€ 0,05 ed il Lire 1.000/€ 0,52, entrambi in quartina e per entrambi questo rappresenta il loro primo giorno di validità.
 
Espresso affrancato con due quartine appartenenti alla serie ordinaria "La donna nell'arte" con il valore espresso nella doppia valuta, Lira ed Euro, nel giorno di emissione di questi francobolli.

Particolare dell'affrancatura di 5.000 lire della raccomandata di destra.
Donne raccomandate
Raccomandata di primo porto con avviso di ricevimento spedita da Bologna il 26 febbraio 2002: la tariffa era di € 2,58 per la raccomandata e di € 0,41 per l'affrancatura dell'avviso di ricevimento.
Oltre al francobollo da € 0,41, per l'avviso di ricevimento, il mittente applicò cinque francobolli da Lire 1.000/€ 0,52 che però non corrispondevano all'esatta tariffa: forse abituato ancora alla Lira (quando la raccomandata costava Lire 5.000) non tenne conto che per effetto degli arrotondamenti, in vigore l'Euro, aveva affrancato per € 2,60 (cioè € 0,02 in più).
 
Raccomandata con avviso di ricevimento affrancata per € 3,01: per effetto degli arrotondamenti, risulta sovraffrancata per 2 centesimi di Euro. Se fosse stata spedita due mesi prima, con la Lira ancora in vigore, sarebbe risultata affrancata in perfetta tariffa.
 
E' esattamente l'esempio che segue: una raccomandata spedita il 24 dicembre 2001 da Carinaro (Caserta) per Napoli affrancata con cinque valori in doppia valuta da Lire 1.000/€ 0,52.
L'Euro sarebbe entrato in vigore di là ad una settimana, la valuta era ancora la Lira e pertanto i cinque francobolli applicati coprivano esattamente la tariffa di 5.000 lire della raccomandata.
 
Gli stessi cinque francobolli in doppia valuta da Lire 1.000/€ 0,52 una settimana prima dell'entrata in vigore dell'Euro coprivano invece esattamente la tariffa per una raccomandata di primo porto per l'interno.
 
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Pagina aggiornata il 16 maggio 2017.