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I primi francobolli di Austria

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Il progetto e gli studi per la nascita
dei primi francobolli austriaci
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L'emissione,
subito chiamata "provvisoria"
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Ulteriori progetti e nuove proposte
per una emissione "definitiva"
 
I saggi con le teste di Mercurio nella doppia versione con il viso rasato (a sinistra) o con una copiosa barba (a destra). Erano in misura crescente con l'aumentare del valore facciale (Ulrich Ferchenbauer, "Österreich 1850-1918, Handbuch und Spezialkatalog", Vienna 2000).
L'emissione dei francobolli del 1850 fu considerata dall'amministrazione postale austriaca una «...provisorische Ausgabe» (emissione provvisoria) e ancor prima che fosse distribuita furono intrapresi i primi passi per stampare dei francobolli definitivi.
Per tutte le amministrazioni postali dell'epoca, le maggiori preoccupazioni connesse all'impiego dei bolli postali erano la possibilità di falsificazioni e la rimozione dell'annullo per riutilizzare fraudolentemente i francobolli già usati. In Austria mentre si riteneva superato il primo pericolo usando un inchiostro speciale che si supponeva fosse impossibile da rimuovere senza danneggiare la vignetta stampata, la minaccia della contraffazione appariva reale.
Il disegno della prima emissione, stampato con il comune e diffuso metodo tipografico, non sembrava dare soddisfacenti garanzie contro la possibilità di falsificazioni.
Già il 5 febbraio 1850, quando venne deciso di procedere con la stampa dei francobolli, c'erano state delle forti rimostranze da parte di Aloys Auer Ritter von Welsbach, direttore dell'Imperiale Regia Stamperia di Stato. Già allora si considerarono i francobolli che dovevano essere emessi «als Provisorium» (provvisori) rinviando ad un altro momento, passata l'urgenza, la preparazione di una serie maggiormente artistica.
In quell'occasione l'amministrazione postale aveva chiesto ad Aloys Auer che la Stamperia di Stato fornisse dei saggi di quattro teste mitologiche che erano utilizzate a decorare i quattro angoli delle obbligazioni di Stato allora emesse, in modo da poter prendere in considerazione questi disegni per un impiego sui bolli postali.
L'idea di usare queste teste mitologiche fu di Franz Xaver Wurm, che l'aveva sottoposta al Ministro per il Commercio alcuni mesi prima.
Nel maggio 1850 la Stamperia di Stato presentò i saggi che erano stati richiesti: si trattava di incisioni calcografiche che rappresentavano teste di Mercurio su un fondo pieno quadrato, incorniciato da un bordo fatto di linee tratteggiate. Agli angoli inferiori erano state poste le indicazioni del valore «1», «2», «3», «6» e «9». Le vignette erano di dimensioni progressive, la più piccola era per il valore «1» (kreuzer) e via via la più grande era quella con l'indicazione «9» (kreuzer).
Le due serie di queste vignette erano state incise su una lastra e stampate in calcografia in nero su una carta sottile.
Una serie mostrava le teste di Mercurio con la faccia rasata, l'altra con grandi barbe.
L'idea doveva essere quella di emettere i francobolli nella versione con il viso rasato e gli impiegati postali dovevano essere forniti di una serie di metà inferiori delle facce barbute (o l'incontrario).
Gli impiegati, in caso di dubbio, avrebbero dovuto sovrapporre la metà inferiore, che avevano in dotazione, al francobollo da verificare e le linee del disegno avrebbero dovuto coincidere trasformando il viso rasato di Mercurio in quello barbuto (o l'incontrario): questo veniva considerato un metodo sicuro per scoprire i falsi!
Nonostante alcuni dettagli del progetto non siano molto chiari, non pare che lo stratagemma potesse essere molto decisivo. Tuttavia sembra che il direttore dell'Imperiale Regia Stamperia di Vienna Aloys Auer Ritter von Welsbach sia stato molto orgoglioso di questa idea. In una relazione del 6 giugno 1850 l'idea di queste teste di Mercurio venne molto lodata, tuttavia non venne presa alcuna decisione dall'amministrazione postale austriaca.
Oltre un anno dopo, il 10 ed il 18 novembre 1851, il direttore dell'Imperiale Regia Stamperia riprese l'argomento presentando nuovamente le stesse prove, questa volta stampate su carta spessa bianca, suggerendone l'uso per una nuova emissione di francobolli tutti stampati in nero e di dimensioni diverse in proporzione al valore.
Il 24 novembre 1851 si tenne un'altra riunione e vennero ordinate altre prove, ma alla fine, il 2 febbraio 1852, l'intero progetto venne abbandonato e fu deciso di mantenere lo stemma come disegno della vignetta con i colori differenti per ciascun valore. Questa decisione venne presa nella considerazione che le facce sconosciute di Mercurio dei saggi avrebbero potuto ricevere un'accoglienza sfavorevole dal pubblico e si sarebbero facilmente prestate a burle e lazzi di ogni tipo.
Due degli otto saggi circolari del 1853 ricavati utilizzando le cornici destinate alla marche da bollo: le dimensioni delle cornici aumentava con l'aumentare del valore facciale.
Tuttavia la Stamperia di Stato di Vienna approfittò di ogni possibile occasione per riproporre di continuo la propria idea. Dapprima nel 1854, dopo che erano stati scoperti i primi falsi di francobolli del Lombardo Veneto che avevano gettato nel panico l'amministrazione postale: in quell'occasione vennero ancora proposte le stesse prove con la testa di Mercurio stampate in bruno nerastro su carta grigia azzurrastra. Poi, finalmente per l'ultima volta nel 1878, oltre 25 anni dopo la loro prima comparsa, quando vennero stampate delle prove di marche da bollo per carte da gioco: i saggi con la testa di Mercurio furono stampati in nero su "Seidenpapier" (carta seta, o "pelure" alla francese).
Nel settembre 1853 furono scoperti i primi francobolli falsi, incisi e stampati calcograficamente, i cosiddetti "falsi di Verona".
L'amministrazione postale ne restò sconvolta: tante volte si era parlato della possibilità di falsificazioni ed adesso l'evento tanto temuto si era materializzato.
Immediatamente vennero ordinati dei nuovi soggetti per una nuova emissione alla Stamperia di Stato che li presentò sin dal 15 dicembre 1853.
Nonostante il fatto che i falsi di Verona fossero stati incisi e stampati calcograficamente, l'amministrazione postale decise che i nuovi francobolli dovessero essere prodotti con lo stesso metodo calcografico dei falsi!
La Stamperia di Stato, che a quel tempo era impegnata con la preparazione dei primi fiscali austriaci, provò ad usare per i nuovi bolli postali le incisioni preparate per queste marche da bollo.
Leander Russ, un rinomato disegnatore del tempo impiegato frequentemente dalla Stamperia di Stato per lavori particolarmente artistici, aveva disegnato 19 vignette circolari per questi fiscali, che vennero incise in acciaio nella prima metà del 1853 da Carl Kotterba, un incisore anch'egli regolarmente impiegato dalla Stamperia di Vienna. Da queste 19 incisioni circolari furono selezionate otto, probabilmente a caso, adattate poi a bolli postali con l'iscrizione «KAIS. KÖN. POST-STÄMPEL» e l'indicazione dei valori «2 Kr», «3 Kr», «6 Kr» e «9 Kr» su due vignette diverse per ciascun valore.
Le stampe di queste prove furono fatte in nero, su carta normale. All'amministrazione postale piacevano molto questi disegni, ma non poteva accettare il formato rotondo. Vennero perciò ordinati dei nuovi saggi, questa volta rettangolari.
Due delle cinque prove rettangolari disegnate da Leander Russ ed incise da Carl Kotter nel 1854 (Ulrich Ferchenbauer, "Österreich 1850-1918, Handbuch und Spezialkatalog", Vienna 2000).
Gli otto disegni circolari assieme agli altri undici simili sarebbero stati utilizzati dalla Stamperia di Stato, come era nelle intenzioni iniziali, per la prima emissione di marche fiscali austriache che furono introdotte il 1° novembre 1854.
La Stamperia di Vienna presentò le nuove prove in formato rettangolare all'inizio del 1854. Erano stati chiamati ancora una volta Leander Russ e Carl Kotterba, rispettivamente per il disegno e per l'incisione.
Vennero dunque presentati cinque differenti disegni, ricchi di ornamenti, stampati in calcografia in due versioni: senza iscrizioni e anche con la scritta «K. K. POST-STÄMPEL» e l'indicazione del valore opportunamente incise nel disegno.
Queste prove furono stampate in nero su carta grigio azzurrastra, tuttavia sono note anche in nero su carta spessa.
Sarebbero potuti divenire dei francobolli attraenti, artistici e belli per l'epoca, tuttavia non se ne fece nulla: la paura delle falsificazioni non era più come un anno prima e quindi era venuta meno anche l'urgenza di nuovi francobolli.
Nel 1878, quando vennero fatte le prove delle marche da bollo per le carte da gioco, furono usati nuovamente questi saggi del 6 kreuzer e del 9 kreuzer, stampati a colori (lilla, rosa, blu, verde e nero) su "Seidenpapier" (o carta seta): furono anche annullate con un timbro sperimentale. Nel 1874 il disegno della prova del 1 kreuzer venne adattato per la stampa tipografica ed usato per il nuovo valore di marca da bollo da 1 kreuzer. Comunque i cinque disegni non arrivarono mai ad essere francobolli.
3 kreuzer stampato in nero nel 1851 per provare una carta sottile liscia ("pelure").
Negli anni successivi non venne fatto nulla per preparare una nuova serie di marche postali. Solo nel 1856 furono iniziate delle nuove prove che portarono finalmente all'emissione dei francobolli del 1858. Il cambio della valuta dal 1° novembre 1858 costrinse l'amministrazione postale ad introdurre una nuova serie di francobolli; diversamente l'emissione provvisoria del 1850 sarebbe restata in uso ancora per molti anni.
Esiste anche un certo numero di prove fatte durante l'uso della serie del 1850 che non riguardavano l'introduzione di una nuova serie, ma solo un miglioramento dei francobolli correnti. Da un lato queste erano orientate a rendere la rimozione dell'annullo più difficoltosa possibile, dall'altro a rendere più agevole l'uso dei francobolli da parte del pubblico.
Molte proposte riguardavano francobolli che non potessero né essere falsificati, né potessero essere riusati a seguito della rimozione del timbro, ma tutti questi suggerimenti vennero bocciati dopo indagini e prove. Come quello bizzarro che proponeva di mettere una piccola carica di esplosivo in ogni francobollo in modo che quando questi fosse stato colpito dal timbro sarebbe dovuto esplodere distruggendo il francobollo, eliminando così il pericolo che potesse essere riusato!
La stessa amministrazione postale aveva posto in primo piano l'argomento di migliorare il servizio offerto con i francobolli. Era stato preparato uno speciale inchiostro per timbri, il "Dinklersche Schwärze" considerato il miglior prodotto resistente alla rimozione dei timbri.
Oltre a questo vennero fatte anche prove su una carta che avrebbe dovuto assorbire l'inchiostro dell'annullo rendendone impossibile la cancellazione.
Il 3 marzo 1851 l'amministrazione postale ordinò alla Stamperia di Stato delle stampe di prova su due diversi tipi di carta con due diverse gommature. L'Imperiale Regia Stamperia usò la tavola da 240 pezzi del normale 3 kreuzer, ma stampato in colori diversi, in blu su carta spessa e ruvida, in nero su una carta piuttosto sottile e levigata.
La Stamperia di Stato presentò questi fogli di saggio all'amministrazione postale il 30 aprile 1851. Gran parte di entrambi i fogli, comprese le croci di Sant'Andrea, si sono conservati e singoli esemplari e blocchi si possono trovare in collezioni.
L'amministrazione postale decise in favore della carta sottile ("pelure") e ordinò di usarla per i francobolli. Questo avvenne: per circa sei mesi i francobolli vennero stampati su questa carta a mano sottile che, per tutto il resto, filigrana compresa, non differiva dalla carta usata in precedenza, ma poi tornò ad essere impiegata nuovamente una carta di spessore normale.
Vennero fatte anche numerose prove per trovare un sistema che facilitasse la separazione dei francobolli.
A dire il vero Johannes Jakob Herz ne aveva già fatto cenno nella sua relazione del 10 luglio 1850. In quell'occasione scrisse che l'amministrazione postale britannica aveva intrapreso delle trattative con un certo Henry Archer per l'acquisto della sua invenzione: un dispositivo che sarebbe stato in grado di separare i francobolli. Ma Herz, oltre a citare questa notizia, non si pronunciò al riguardo.
Così i francobolli vennero emessi non dentellati.
Il grande successo che ebbero, facendo aumentare notevolmente lo scambio della corrispondenza, fece sentire sempre di più il malcontento per la difficoltà che si incontrava quando si dovevano separare i francobolli dai fogli.
Si trattava di una esigenza molto sentita dal pubblico e dalle imprese private, soprattutto quelle che intrattenevano una fitta corrispondenza commerciale che a volte erano costrette ad adibire un loro impiegato a ritagliare i francobolli dai fogli servendosi magari di un rasoio.
Ma era una esigenza avvertita anche dagli impiegati postali. Ed infatti furono loro a muoversi in varie direzioni.
Ci fu così l'iniziativa privata di una perforazione sperimentale effettuata da un direttore delle poste, Albert Szep.
Questi trovò il sistema di applicare una rudimentale perforazione sui fogli di tutti i francobolli dell'emissione del 1850 servendosi di una "roulette", un oggetto simile ad una rotella per ravioli che lasciava delle piccole incisioni all'interno degli interspazi bianchi tra i francobolli.
Queste linee venivano incise a mano libera facendo scorrere la "roulette" in verticale ed in orizzontale; di conseguenza le linee di perforazione non risultavano diritte e parallele: a volte erano ondeggianti, a volte si ravvicinavano. Alcuni pezzi potevano risultare perforati solo su due o tre lati, soprattutto ai bordi del foglio, altri potevano avere una doppia perforazione su un lato. Per separare i francobolli la carta veniva piegata un paio di volte in corrispondenza dell'incisione e poi facilmente si strappava lungo la linea tracciata dalla "roulette". A volte nel compiere questa operazione i francobolli si danneggiavano, soprattutto agli angoli, dove si incrociavano le linee di perforazione.
Ma a parte questi inconvenienti, l'innovazione fatta privatamente da Albert Szep fu ben accolta. Szep aveva cominciato ad applicare questa perforazione privata quando era direttore dell'ufficio postale di Homonna (l'attuale Humennè, oggi in Slovacchia). La prima data conosciuta di questi francobolli "dentellati" è dell'8 maggio 1852, l'ultima è una lettera del 12 ottobre 1852. Infatti dopo Albert Szep venne trasferito all'ufficio postale di Tokay (oggi in Ungheria) e qui continuò ad applicare la sua perforazione privata che infatti risulta sui francobolli utilizzati a Tokay dal novembre 1852 (prima data conosciuta è quella del 1° novembre 1852 su una lettera per Pest affrancata con un 9 kreuzer posto al recto, purtroppo strappato, ed un 6 kreuzer carta a mano bordo di foglio al verso, entrambi perforati sperimentalmente) fino a circa metà del 1854, quando Szep venne posto in quiescenza.
 
Lettera del 28 aprile 1854 da Tokay a Pest (Budapest), affrancata con un 3 kreuzer ed un 6 kreuzer con i segni della dentellatura dovuta alla perforazione privata del direttore dell'ufficio postale Albert Szep. Busta già appartenente alla collezione Rothschild. (Asta Bolaffi, 28-29 maggio 1999)
 
Alcune prove di dentellatura, eseguite con lo stesso perforatore con passo circa 18½, in alto (collezione privata) e in basso a destra su saggi del francobollo da 1 kreuzer, in basso a sinistra su carta comune giallastra non stampata, a destra su un saggio del francobollo da 1 kreuzer (Ulrich Ferchenbauer, "Österreich 1850-1918, Handbuch und Spezialkatalog", Vienna 2000) Dovrebbero essere state eseguite nel1852, anche se il dott. Ulrich Ferchenbauer le attribuisce al marzo 1856.
Se quella di Albert Szep fu una iniziativa assolutamente privata, seppure fatta da un funzionario delle Imperiali Regie Poste, ci fu chi si mosse per via ufficiali.
E' il caso di Giuliani, che era direttore provinciale delle Poste nell'Austria Inferiore, che il 22 settembre 1851 scrisse all'amministrazione postale di Vienna per proporre di usare l'invenzione di Henry Archer sui francobolli austriaci.
Giuliani inviò anche degli esempi di perforazioni eseguite da Archer su francobolli inglesi che aveva ricevuto dal console d'Austria a Londra. Il console doveva aver acquistato gli esemplari, che purtroppo sono scomparsi dagli archivi di Vienna, dall'amministrazione postale britannica o dallo stesso Archer, dal momento che a quel tempo gli uffici postali di Londra non vendevano questi francobolli perforati al pubblico, eccetto che ai membri del Parlamento.
L'amministrazione postale chiese il parere alla Stamperia di Stato, che rispose il 10 novembre 1851: la Stamperia era in grado di costruire senza grandi difficoltà il macchinario necessario per perforare i francobolli. Conseguentemente l'amministrazione postale il 2 febbraio 1852 deliberò che per l'avvenire i francobolli sarebbero stati emessi perforati, ordinando alla Stamperia di Stato di preparare delle prove.
Se questo fosse accaduto, l'Austria sarebbe stata la prima nazione ad emettere ufficialmente dei francobolli dentellati.
Ma le cose non andarono così.
L'ingegnere capo della Stamperia di Stato, Anton Torok, fece costruire un apposito perforatore ed il 18 aprile 1852 l'Imperiale Regia Stamperia presentò all'amministrazione postale un foglio del 3 kreuzer perforato con questo arnese. Purtroppo non è conosciuto alcun esemplare con questa dentellatura di prova e si può solamente supporre che fosse una perforazione lineare piuttosto rozza.
Questa approssimazione indusse l'amministrazione postale a scartare la proposta.
Venne quindi fornito alla Stamperia di Stato un foglio intero di francobolli inglesi con la perforazione di Henry Archer, sempre procurati dal console d'Austria a Londra, con l'ordine di effettuare scrupolosamente una simile perforazione di saggio.
Presso la Stamperia di Stato venne costruita una nuova perforatrice per fogli di piccolo formato. Vennero fatte delle perforazioni di saggio usando una comune carta di colore giallo senza stampa alcuna ed anche una piccola composizione di prova con il francobollo da 1 kreuzer della quale non sono conosciute le dimensioni, ma probabilmente non era più grande di 16 esemplari (forse disposti 4 x 4). Il 6 agosto 1852 furono presentati all'amministrazione postale gli esempi di questa nuova perforazione, ma questa volta i fori risultavano anche troppo fitti. I pezzi conosciuti di questa perforazione sperimentale (su carta comune gialla o su francobolli da 1 kreuzer) mostrano un passo 18½ (18 dentelli x 21). Questi saggi furono considerati soddisfacenti, sebbene la perforazione venisse considerata troppo fitta.
Venne ordinata la costruzione di un perforatore di grandezza naturale e vennero richiesti dei nuovi saggi, ma non vennero fatti ulteriori progressi.
Nel 1854, quando vennero emesse le prime marche da bollo austriache, queste erano dentellate con un diverso nuovo perforatore, ma i francobolli continuavano ad essere distribuiti senza dentellatura.
Solo nel 1855 vennero riprese le prove per perforare anche i francobolli. Due meccanici dell'Imperiale Regia Stamperia, Michael Grunberger ed Andreas Gotthardt, avevano costruito un nuovo dispositivo che venne completato l'8 giugno 1855: era in grado di perforare composizioni di 64 francobolli (60 francobolli più le 4 croci di Sant'Andrea) con un passo 14½. Si trattava dello stesso perforatore che più tardi sarà usato sulla seconda emissione dei francobolli del 1858.
L'11 marzo 1856 vennero presentate delle prove e così anche successivamente; ma tutte queste perforazioni furono eseguite su saggi per l'emissione del 1858 e per quanto è dato sapere non furono fatte su francobolli dell'emissione in corso dal 1850, che continuò ad essere distribuita non dentellata fino a quando venne rimpiazzata da quella nuova.
Dopo un onorato servizio durato 101 mesi, il 1° novembre 1858 la prima emissione di francobolli d'Austria venne sostituita da una con una nuova valuta ed un nuovo disegno. Il 31 dicembre 1858 venne definitivamente demonetizzata.
Aveva contribuito grandemente alla diffusione delle comunicazioni e della corrispondenza in Austria (e nel Lombardo Veneto): in dieci anni si triplicarono abbondantemente gli scambi postali, passando dai 23 milioni di lettere del 1850 ai 63 milioni del 1860.
E tutto questo anche per merito di quel piccolo pezzetto di carta chiamato per la prima volta "Briefmarke".
 
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Pagina aggiornata il 19 settembre 2017.